Krnov Synagogue, Sinagoga in stile moresco a Pod Bezručovým vrchem, Repubblica Ceca.
La Sinagoga di Krnov è un edificio a sala isolato su due piani, a pianta rettangolare, con due torri sulla facciata orientale, costruito nel 1871-1872 dal costruttore locale Ernst Latzel in stile neoromanico Rundbogenstil con elementi interni neomoreschi. All'interno spiccano un soffitto a cassettoni in legno dipinto e una galleria per le donne su colonne in ghisa lungo tre lati della sala.
Costruita nel 1871-72 dal costruttore locale Ernst Latzel in sostituzione di una precedente sala di preghiera, la sinagoga fu consacrata il 5 giugno 1872 dal rabbino di Brno Dr. Baruch Placzek. Servì la comunità fino all'autunno 1938, quando i Sudeti furono annessi alla Germania nazista. Il 9 novembre 1938 il sindaco Oskar König e i consiglieri, su proposta del costruttore Franz Irblich, rimossero i simboli ebraici e la trasformarono in mercato coperto, riferendo a Berlino che a Jägerndorf non c'era alcuna sinagoga da bruciare.
L'interno in stile moresco, con il soffitto a cassettoni in legno dipinto marrone rossastro e le gallerie delle donne su colonne di ghisa, contrasta con l'esterno neoromanico a tutto sesto, con due torri e finestre ad arco. Dal 2003 ospita concerti di canti ebraici, danze ebraiche e commemorazioni delle festività ebraiche, e una mostra permanente su industriali, imprenditori e inventori ebrei.
L'ex sinagoga si trova all'angolo tra via Soukenická e via Barvířská, dietro l'edificio della Česká pošta, sul margine orientale del centro storico. È una sala a due piani con due torri sulla facciata est; all'interno si vedono il soffitto a cassettoni in legno dipinto e la galleria delle donne su colonne di ghisa. L'edificio ospita mostre e concerti, quindi conviene informarsi sugli orari prima della visita.
Alla fine di ottobre 1938 il sindaco di Krnov, Oskar König, ricevette da Berlino l'ordine segreto di incendiare la sinagoga il 9 novembre. Ne informò i consiglieri, che accettarono il piano del costruttore Franz Irblich: togliere i simboli ebraici e trasformare l'edificio in mercato coperto, riferendo a Berlino che a Jägerndorf non c'era alcuna sinagoga da distruggere.
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