Republican Palace, Palazzo governativo a Baghdad, Iraq
Il Palazzo Repubblicano è un edificio basso e simmetrico in pietra beige chiaro nella Zona Verde di Baghdad, con due piani principali di finestre rettangolari e basse torri angolari. Un portico a colonne con gradini segna l'ingresso, sormontato da una bassa cupola turchese su un tamburo circolare con piccole finestre; davanti si stende un'ampia area pavimentata con una vasca rotonda e prato. La sezione centrale sotto la cupola e due ali costituivano il progetto originale di J. Brian Cooper, mentre altre ali furono aggiunte sotto Saddam Hussein.
Il re Faisal II commissionò il palazzo negli anni 1950 come nuova residenza reale principale per il previsto matrimonio con la principessa Sabiha Fazila Khanim Sultan; l'architetto fu J. Brian Cooper di Birmingham. Il re fu assassinato nel colpo di Stato del 1958 prima di abitarvi, e l'edificio fu ribattezzato Palazzo Repubblicano. Dal 1963 ospitò la Presidenza irachena, e dal 2003 la coalizione guidata dagli Stati Uniti lo usò come quartier generale fino alla restituzione alla Presidenza il 1º gennaio 2009.
Il palazzo passò da reale a repubblicano dopo il colpo di Stato del 1958 che uccise re Faisal II, che non vi abitò mai. Nell'ala nord, un murale in pietra intitolato in arabo "Baghdad, mia amata" fu progettato da Nahla, artista e musicista irachena, vincitrice di un concorso negli anni '90, ma non poté supervisionarne l'esecuzione e lo vide solo in fotografia.
Il complesso si trova nella Zona Verde protetta di Baghdad con accesso limitato al personale governativo e alle delegazioni diplomatiche autorizzate. I visitatori dovrebbero aspettarsi controlli rigorosi e arrangiamenti preliminari necessari per l'accesso.
Il palazzo fu progettato da J. Brian Cooper di Birmingham, in Inghilterra; il suo acquerello, disegnato da Lawrence Wright, mostra che il progetto originale comprendeva solo la sezione centrale sotto la cupola con due ali, mentre le estensioni esterne e le teste-ritratto in bronzo sul tetto furono aggiunte sotto Saddam Hussein. Nei primi anni Novanta un'artista irachena di nome Nahla vinse un concorso per un murale nell'ala nord, intitolato in arabo Baghdad My Beloved su tutta la superficie, ma non partecipò alla realizzazione e non lo ha mai visto di persona.
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