Riserva statale di Qobustan, Riserva naturale e sito archeologico nel distretto di Absheron, Azerbaigian.
Il Parco Nazionale di Gobustan copre 3.096 ettari di basse colline rocciose tra i contrafforti sud-orientali del Grande Caucaso e il Mar Caspio. Le sue formazioni calcaree beige e marrone chiaro si innalzano in masse arrotondate sovrapposte, con ampi ripiani orizzontali e profonde fessure. Circa 6.000 petroglifi, picchiettati e graffiati nella roccia, si concentrano sugli altopiani di Beyukdash, Kichikdash, Jingirdag, Shongardag e Shikhgaya.
L'archeologo İshaq Cəfərzadə registrò circa 3.500 incisioni e segni su 750 rocce nel 1939-1940, lavori interrotti dalla Seconda guerra mondiale e ripresi nel 1947. Dal 1965 una spedizione guidata da C. Rüstəmov e F. Muradova esaminò oltre 20 ripari e 40 tumuli. Il sito divenne riserva statale il 9 settembre 1966 e fu iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2007.
Il nome Gobustan deriva dal turco 'qobu' (burrone) e 'stan' (terra), cioè 'terra dei burroni'. Due pietre gaval dash, idiofoni naturali ai piedi del Chinqirdag e sul Boyukdash, producono note musicali quando vengono percosse. Un'iscrizione russa all'ingresso della grotta principale ricorda la visita di un certo Kruze nel 1905.
La riserva copre 3.096 ettari di pianura subtropicale secca attraversata da burroni, con estati calde e inverni miti. Le principali incisioni sono sulle colline di Böyükdaş e Kiçikdaş, dove sul Böyükdaş si trovano sorgenti e pozzi alimentati dalle acque sotterranee del calcare. Le piogge sono spesso brevi in primavera e in autunno.
Il sito è noto per Gaval Dash, una pietra naturale che produce note musicali quando viene colpita. Questo suono raro proviene dalla struttura geologica insolita della pietra.
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