Chateau de la Hunaudaye, Castello medievale a Plédéliac, Francia.
Il castello di La Hunaudaye è una rovina in granito costruita su un'isola circondata da un ampio fossato a Plédéliac, raggiungibile tramite un ponte levatoio. La pianta pentagonale irregolare è segnata da cinque torri rotonde unite da cortine: quelle ovest e sud-est risalgono al XIII secolo, le altre tre al 1400 circa. Contro il muro ovest si addossa il corpo abitativo in rovina, con una sala di 18 metri, una scala rinascimentale e una cantina a volta.
Olivier Tournemine fece costruire un primo castello nel 1220 con il permesso del duca, per sorvegliare il confine orientale del Penthièvre verso Dinan. Soldati inglesi e le truppe di Jean de Montfort lo distrussero nel 1341 durante la guerra di successione bretone. Pierre Tournemine avviò la ricostruzione tra fine XIV e inizio XV secolo, aggiungendo tre torri a due torri superstiti. Il sito fu saccheggiato durante la Rivoluzione e incendiato nel 1793.
Il nome deriva dalla famiglia Tournemine, signori di La Hunaudaye, che tenne il castello per tre secoli e si schierò con i Penthièvre durante la guerra di successione bretone. Nella torre sud-est, rilievi con motivi religiosi sono stati a lungo letti come tracce di una cappella castrale; oggi sono attribuiti a monaci prigionieri che li scolpirono durante la prigionia.
La rovina sorge su un'isola circondata da un ampio fossato d'acqua, che si attraversa su un ponte levatoio ancora usato come ingresso. Si visita a pagamento dall'inizio di aprile all'inizio di novembre. Il terreno è erboso e irregolare, con bassi muri diroccati e soglie scoperte: servono scarpe robuste.
A lungo la torre sud-est fu ritenuta una cappella del castello per i rilievi religiosi scolpiti all'interno. Oggi la si considera una prigione, dove monaci prigionieri avrebbero realizzato quei rilievi. Il castello sorge in una conca paludosa occupata dal IV secolo da un campo militare gallo-romano.
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