Castle of Csókakő, Rovine di castello medievale sui monti Vértes, Ungheria.
Il Castello di Csókakő è una rovina di fortezza nei Monti Vértes arroccata su una scogliera calcarea a circa 500 metri di altitudine. Le sue torri bianche e i muri restaurati sono visibili da grandi distanze.
Csókakő è menzionato per la prima volta nel 1299, quando István, figlio di Márk, vi abitava con la famiglia e i servi. Re Carlo Roberto gli tolse il castello nel 1326, in cambio dei domini di dombó e nyék. Nel XV secolo lo possedeva la famiglia Rozgonyi, e István Rozgonyi ne era il capitano. Dopo la caduta di Székesfehérvár nel 1543, la guarnigione aprì le porte senza combattere ad Ahmed, bey di Fehérvár, nel 1544; una lista di paghe del 1552 vi registra 33 giannizzeri. Il castello fu liberato dal dominio ottomano nell'autunno 1687.
Il nome del castello, che significa «pietra della capra», deriva dal monte Csóka, sul cui fianco sorge. La torre-porta del castello inferiore, costruita dalla famiglia Rozgonyi nel XV secolo, è ancora in piedi. Una cappella sulla terrazza tra i due castelli conserva i pilastri del suo santuario, e uno schizzo del 1690 mostra una moschea che anche Evliya Çelebi menziona.
Il castello sorge su un pianoro roccioso sul fianco del Csóka-hegy, alto 479 m, con pareti rocciose a picco su tre lati e un fossato artificiale scavato nella roccia. Il castello superiore misura circa 28 per 15 metri. Il sito è un rudere con terreno irregolare: indossare scarpe robuste. È stato dichiarato monumento nel 1953 ed è in restauro dal 2017 nell'ambito del Programma nazionale dei castelli.
Uno schizzo del 1690 mostra una moschea all'interno del castello, menzionata anche dal viaggiatore ottomano Evliya Çelebi, sebbene gli scavi non ne abbiano trovato i resti. La fortezza era difesa su tre lati da pareti rocciose ripide e da un fossato scavato nella roccia.
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