Hibita Shrine, Santuario shintoista in Giappone
Il santuario Hibita sorge ai piedi del monte Ōyama, a Isehara. Un torii in pietra corona un'ampia scalinata, ornato con una corda di paglia intrecciata e strisce di carta a zigzag. Oltre, una seconda scalinata conduce a un edificio di culto in legno con tetto metallico a bassa pendenza e un baldacchino di tessuto bianco con due emblemi.
Citato nel 927 nel registro dei santuari Engishiki come santuario Hihita della provincia di Sagami, era uno dei cinque santuari al servizio del capoluogo provinciale e aveva il rango di terzo santuario della provincia. Nel 1184 Minamoto no Yoritomo fece ricostruire i suoi edifici, e nel 1192 pregò qui per il parto sicuro di Hōjō Masako. Il santuario perse le sue terre in un incendio intorno al 1492-1501 e fu spostato nella sede attuale all'inizio degli anni 1570; Tokugawa Ieyasu gli concesse un decreto di 10 koku nel 1591.
Il nome del santuario compare nel registro Engishiki del 927 come Hihita Jinja, e fu anche chiamato Kanmuri Daimyōjin, titolo concesso dall'imperatore Junna nell'832. È uno dei cinque santuari di Sagami che partecipano alla festa Kōnomachi il 5 maggio a Kōzu, dove è noto per il lancio dei chimaki e la processione agitata del mikoshi.
Il santuario Hibita si raggiunge dall'uscita nord della stazione di Isehara con gli autobus Kanagawa Chuo Kotsu: linea I16 per Kurihara, fermata Hibita-jinja e 2 minuti a piedi, oppure linea I41 per Isehara Shako, 7 minuti a piedi dalla fermata Sannomiya. La festa principale del 21 e 22 aprile richiama folla per i tre carri con bambole meccaniche.
Nel recinto del santuario è stato riportato alla luce un insieme di pietre erette del periodo Jōmon medio, che il santuario considera prova di un culto della montagna risalente a circa diecimila anni fa. Accanto al santuario sorge un museo fondato nel 1953 dall'ex sacerdote Nagai Sanji.
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