Awashima Shrine, Santuario shintoista nella prefettura di Tottori, in Giappone.
Awashima-jinja sorge sul monte Myōjin, una collina di 36 metri che un tempo era un'isola nel Nakaumi. Un torii in pietra grigia con corda sacra e strisce di carta accoglie i visitatori, e accanto un pilastro di pietra reca l'iscrizione 粟嶋神社. L'intera collina è una foresta sempreverde protetta, e gli edifici del santuario furono spostati dal piede alla cima in epoca Edo.
L'anno di fondazione è ignoto, poiché i registri andarono perduti in diversi incendi. In epoca Sengoku l'edificio bruciò durante l'invasione di Hōki da parte del clan Amago, che poi lo ricostruì e donò terre al santuario. Nell'era Genroku (1688-1704) bruciò di nuovo; la ricostruzione dell'anno seguente lo spostò dal piede del monte alla cima. Tra il 1751 e il 1763 la bonifica delle terre intorno ad Awashima lo unì al polder di Hikona, e nel 1936 l'edificio fu ricostruito.
Il nome del santuario deriva da una leggenda dell'Hoki Fudoki (733): Sukunabikona seminò qui il miglio (awa), fu scagliato da una spiga matura e passò al paese dell'eterno, per cui l'isola fu chiamata Awashima. Un racconto popolare aggiunge che piantò semi di miglio dalle sue feci e l'isola si coprì di miglio. Il santuario fu ribattezzato Awashima Jinja alla Restaurazione Meiji, quando i suoi santuari secondari furono uniti.
Il santuario sorge sul monte Myōjin, una collina di 36 metri che un tempo era un'isola nel Nakaumi; i terreni circostanti divennero il polder di Hikona nell'era Hōreki (1751-1763). Il recinto è popolato da grandi castagni del Giappone e altre sempreverdi, e il bosco sacro è monumento naturale della prefettura. Il torii di pietra e il suo pilastro iscritto 粟嶋神社 si trovano davanti all'accesso.
Il nome del santuario deriva da una leggenda dell'Hōki Fudoki (733): la divinità nana Sukunabikona seminò qui il miglio e, quando maturò, cavalcò una spiga scoppiata fino al paese dell'eternità. La figlia di un pescatore locale che mangiò senza saperlo carne di sirena divenne la monaca Yaobikuni; visse da eremita nella grotta Shizuno-iwaya, sul lato ovest del santuario, e morì a 800 anni.
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