Economy of Mauritania, Economia nazionale della Mauritania
L'economia della Mauritania si basa su agricoltura, miniere e allevamento, con il minerale di ferro che copre quasi il 50% delle esportazioni totali. Il primo porto in acque profonde del paese è stato aperto vicino a Nouakchott nel 1986, al servizio di acque costiere tra le più pescose al mondo. Siccità e cattiva gestione hanno accumulato debito estero; nel marzo 1999 il governo ha firmato un accordo ESAF da 54 milioni di dollari con Banca Mondiale e FMI.
Le gravi siccità degli anni 1970 e 1980 spinsero le comunità nomadi e i contadini verso le città, rimodellando la struttura economica del paese. Questo cambiamento ha plasmato i modelli di lavoro moderni e la concentrazione della popolazione nei maggiori centri.
La Mauritania emise una propria moneta, l'ouguiya, nel 1973, sostituendo il franco CFA usato in Mali, Senegal e Niger. Le esportazioni ittiche passarono da un miliardo di ouguiya nel 1978 a 30 miliardi nel 1986, circa il 70% del valore totale delle esportazioni. Negli oasis una palma da dattero produce circa 100 kg di datteri all'anno in condizioni favorevoli.
Il porto di Nouakchott, aperto nel 1986 come primo porto in acque profonde del paese, è la principale porta per le importazioni e le esportazioni di pesce; il commercio del minerale di ferro passa invece per Nouadhibou. Il treno minerario di 2 km tra Zouérat e Nouadhibou è il più lungo del mondo. I siti minerari come la miniera d'oro di Tasiast si trovano nell'entroterra, lontano dalla costa.
Le riserve di gas sottomarine sono state scoperte nel 2015 al confine marittimo con il Senegal, suscitando speranze per future risorse energetiche. Queste riserve potrebbero cambiare la direzione economica nei prossimi decenni, ma non sono ancora sfruttate su larga scala.
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