Museu de Arte Pierre Chalita, Museo d'arte nel centro di Maceió, Brasile.
Il Museu de Arte Pierre Chalita occupa un ex palazzo di 800 metri quadrati in Praça Floriano Peixoto, nel centro di Maceió, e ospita la sede della Fundação Pierre Chalita. Le sue sale espongono parte della collezione privata del pittore: dipinti, sculture, disegni, stampe e oggetti decorativi provenienti dal Brasile e da altri paesi, datati tra il XVII e il XX secolo, con un nucleo consistente di arte sacra.
Il museo fu creato il 19 maggio 1980 dal pittore e collezionista Pierre Chalita, inizialmente con il nome Museu de Arte Sacra, per conservare ed esporre la sua collezione. È gestito dalla Fundação Pierre Chalita e occupa un palazzo di 800 m² in Praça Floriano Peixoto, nel conjunto arquitetônico dos Martírios tutelato dallo stato di Alagoas nel marzo 2000. Nel settembre 2006 uomini armati rubarono opere, gioielli e 3000 reais, mai recuperati.
Il museo custodisce parte delle 2.270 opere della Fondazione Pierre Chalita, con un ampio nucleo di arte sacra barocca coloniale: statuaria religiosa e oggetti liturgici, tra cui un altare proveniente dalla Paraíba. Vi sono anche opere dei modernisti João Câmara, Alfredo Volpi e Carlos Scliar, degli alagoani Lourenço Peixoto, Rosalvo Ribeiro, Fernando Lopes e Vicente Ferreira de Lima, e pezzi di Pierre Chalita e di sua moglie Solange.
Il museo occupa un palazzo di 800 metri quadrati in Praça Floriano Peixoto, nel centro di Maceió, e condivide l'edificio con la Fundação Pierre Chalita. Fa parte del "conjunto arquitetônico dos Martírios", tutelato dal patrimonio dello stato di Alagoas dal marzo 2000, insieme al Museu Palácio Floriano Peixoto e all'antica Intendência Municipal (Palácio das Águias). Sono previste visite guidate per studenti delle scuole pubbliche, conferenze e corsi; la biblioteca di arte e architettura è a disposizione dei ricercatori.
Nel settembre 2006 quattro uomini armati fecero irruzione nella sede della fondazione e rubarono opere d'arte, gioielli e 3000 reais in contanti; altre pezzi furono danneggiati durante la fuga e le opere non furono mai recuperate. Il museo concede inoltre opere in prestito tramite accordi di comodato con il Palácio da Alvorada, la FIESP e la Pinacoteca do Estado de São Paulo.
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