Villa Diodati, Tenuta signorile a Cologny, Svizzera
Villa Diodati è una dimora di tre piani con facciata color crema pallido, tetto a padiglione ripido in tegole brune e due camini. Persiane verde scuro affiancano la maggior parte delle finestre rettangolari disposte regolarmente, e un balcone con ringhiera in metallo scuro corre al centro della facciata. La casa sorge su un pendio erboso a Cologny, sopra il Lago di Ginevra.
Lord Byron affittò la villa nel 1816, e durante il suo soggiorno Mary Shelley scrisse il manoscritto di Frankenstein. Un'estate insolitamente fredda e piovosa quell'anno contribuì alla creazione di importanti opere letterarie gotiche.
Byron ribattezzò la casa Villa Diodati dal nome della famiglia proprietaria, lontana parente del traduttore italiano Giovanni Diodati, nato a Ginevra, zio di Charles Diodati, intimo amico di John Milton. Una targa della villa annuncia una visita di Milton nel 1638, ma l'edificio fu costruito solo nel 1710, molto dopo la morte del poeta. Dopo la morte di Byron la casa attirò ammiratori del poeta e del romanticismo; Balzac, in Albert Savarus (1836), fa dire a un personaggio che la si visita come Coppet e Ferney.
La villa sorge su un pendio erboso a Cologny ed è divisa in appartamenti di lusso almeno dal 2011, quindi non è aperta al pubblico. Dal sentiero sottostante si vedono la facciata color crema, le persiane verdi e il tetto in tegole brune. Il sito è vicino alla riva del Lago di Ginevra e si raggiunge a piedi dal villaggio di Cologny.
Una targa della villa annuncia una visita di John Milton nel 1638, ma la casa fu costruita solo nel 1710, decenni dopo la morte del poeta. L'iscrizione si basa sul legame della famiglia Diodati con Charles Diodati, amico intimo di Milton.
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