Archives de l'Etat du Valais - Staatsarchiv Wallis, Archivio cantonale a Sion, Svizzera.
Gli Archivi di Stato del Vallese (AEV) conservano i fondi amministrativi e storici del cantone, i cui documenti più antichi risalgono al 1005. Dal maggio 2016 gli uffici amministrativi e la sala di consultazione occupano il centro culturale Les Arsenaux a Sion, mentre i depositi sono interamente costruiti in sotterraneo sotto lo stesso edificio. In cemento e dotati di scaffalature mobili, possono ospitare oltre 32 km lineari di archivi; sono stati progettati da Andrea Giovannini e Michel Bonvin con l'archivista cantonale Alain Dubois, i lavori sono iniziati nel febbraio 2017 e gli ultimi trasferimenti hanno avuto luogo all'inizio del 2020.
Gli archivi nacquero alla fine del XV secolo, quando i Dizains contestarono l'autorità del principe-vescovo e assunsero gli affari politici del paese conservando i documenti relativi alla patria e ai suoi diritti. Nel 1535 la Dieta decise di depositarli nella chiesa fortificata di Valère e poi fece costruire un edificio apposito a Sion. Durante il grande incendio del 1788 i deputati li evacuarono a Sierre, dove la maggior parte rimase fino all'arrivo delle truppe francesi nel 1798.
I fondi risalgono a un documento del 1005 e l'istituzione pubblica dal 1946 l'annuario Vallesia, fondato da André Donnet, medievista specializzato anche nel periodo rivoluzionario e nel XIX secolo vallesano. Dal 1990 escono i Beihefte zu Vallesia, riservati a tesi, monografie ed edizioni di testi troppo ampi per l'annuario; fino al 2015 ne erano usciti 29 volumi.
La sala di consultazione e gli uffici si sono trasferiti nel maggio 2016 nel centro culturale degli Arsenaux a Sion; i magazzini sono stati costruiti sotto quell'edificio tra il 2017 e il 2020. Progettati da Andrea Giovannini e Michel Bonvin con l'archivista cantonale Alain Dubois, ospitano oltre 32 km lineari di archivi. Copie di sicurezza su microfilm sono conservate in un rifugio della protezione civile a 1.500 metri di altitudine.
Il documento più antico conservato risale al 1005 e i depositi costruiti sotto gli Arsenaux dal 2017 possono ospitare oltre 32 km lineari di archivi. Progettati dalla specialista in conservazione Andrea Giovannini e dal fisico edile Michel Bonvin, mantengono i documenti in condizioni stabili senza intervento umano.
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