Abbazia di Sant'Irmina, Ex abbazia benedettina a Trier-Mitte/Gartenfeld, Treviri, Germania
L'abbazia di Sant'Irmina è un ex monastero benedettino all'Irminenfreihof di Treviri, non sulla Mosella. La chiesa, costruita nel 1768–1771 su progetto di Jean Antoine, è una sala a navata unica con aula a quattro campate e coro leggermente rientrato; la torre sud-orientale resta della chiesa romanica dell'XI secolo. L'edificio bianco a due piani con fasce rosa-rosse, porte vetrate ad arco e frontone curvo prospetta su un prato; nel complesso sono visibili resti dei magazzini portuali romani.
Il monastero fu fondato tra 645 e 659 e inizialmente seguì la Regola di Colombano. Nel 966, Ottone I lo pose sotto il controllo dell'Arcivescovo di Treviri.
L'abbazia fu inizialmente dedicata a Santa Maria; il nome di Sant'Irmina si affermò solo verso la fine del X secolo, quando Irmina fu canonizzata e nominata compatrona. La sua agiografia tardiva, scritta da Teofredo di Echternach 400 anni dopo la morte, la rese fondatrice leggendaria, mentre in realtà fu la seconda badessa dopo Modesta. La chiesa, ricostruita nel 1962-1964, porta questo nome.
L'ala ovest risale a metà del 18º secolo, mentre la chiesa è stata costruita alla fine degli anni 1700. I visitatori dovrebbero notare che il complesso è parzialmente visibile dalle rive della Mosella e raggiungibile a piedi.
L'abbazia sorge sul sito di magazzini portuali romani (horrea), da cui il nome «Oeren». Gli scavi nella parte orientale hanno riportato alla luce fondazioni di abitazioni e botteghe fittamente addossate del I-IV secolo, in parte conservate. Le antiche hall portuali romane sono ancora riconoscibili in alcune parti del complesso, scandite da archeggiature cieche.
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