Villa Musculus, Monumento del patrimonio a Eisenach, Germania.
Villa Musculus è una casa di tre piani in stile neorinascimentale costruita tra il 1897 e il 1899 su progetto dell'architetto di Eisenach Hermann Hahn, allo Schloßberg 10. Le pareti sono in muratura di pietra da taglio grigia, mentre stipiti di finestre e porte, cornici e pilastri sono in arenaria rossa. Due timpani, una torre angolare, bovindi e diverse logge articolano il volume, su un ampio terreno dall'aspetto naturale al margine del bosco.
Costruita tra il 1897 e il 1899 su progetto dell'architetto di Eisenach Hermann Hahn in stile neorinascimentale, la villa ebbe come prima proprietaria Elise Musculus, che vi abitò fino al 1920. Dal 1920 il rabbino regionale Josef Wiesen vi gestì un istituto per bambini con disabilità intellettive; durante il nazismo ospitò ebrei perseguitati e tenne funzioni religiose dopo la distruzione della sinagoga di Eisenach. Deportato a Theresienstadt il 19 settembre 1942, vi morì il 15 novembre 1942. Nel 2000 l'edificio fu svuotato e trasformato in otto appartamenti di proprietà.
La villa prende il nome dalla prima proprietaria, Elise Musculus, che vi abitò fino al 1920. Dal 1920 Josef Wiesen, rabbino del Granducato di Sassonia-Weimar-Eisenach, vi gestì un istituto per bambini con disabilità intellettiva e, dopo la distruzione della sinagoga di Eisenach, vi celebrò funzioni religiose. Dal 2011 alcune Stolpersteine davanti alla casa ricordano lui, il nipote Kurt Peter e altri residenti.
La Villa Musculus si trova allo Schloßberg 10, nel Südviertel di Eisenach, su un grande terreno proprio al margine del bosco, all'interno del complesso monumentale del Predigerberg. L'edificio è stato svuotato completamente e trasformato nel 2000 in otto appartamenti di proprietà: è una residenza privata e non si visita. Davanti alla proprietà sono incastonati nel marciapiede tre Stolpersteine, a cui nel 2025 se ne sono aggiunti altri sei.
Il 21 giugno 2011 sono state incassate nel marciapiede davanti alla proprietà tre pietre d'inciampo in memoria di Josef Wiesen, di sua nuora Irma e di suo nipote Kurt Peter, che non aveva ancora dieci anni ed era il bambino più giovane deportato da Eisenach. Nel 2025 ne sono seguite altre sei per ospiti dell'istituto di Josef Wiesen.
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