Scala, Teatro nel 10° arrondissement, Francia.
Scala è un edificio teatrale nel 10° arrondissement di Parigi con design modulare e architettura contemporanea. L'auditorium ospita circa 750 spettatori e combina un'acustica eccellente con tecnologia scenica avanzata.
Nel 1787 il signor Gauthier aprì qui la locanda Cheval-Blanc, poi divenuta una guinguette con tavoli sotto i pergolati e un'orchestra di due violini, basso e flauto. Nel 1857 divenne café-chantant. Nel 1874 Marie-Reine Rameau, vedova Roisin, fece costruire da Delarue e Beaupied il café-concerto La Scala, sala da 1.400 posti intitolata all'opera di Milano. Trasformata in cinema art déco nel 1936, divisa in cinque sale pornografiche dal 1977, ha riaperto come teatro da 550 posti l'11 settembre 2018.
Il nome Scala deriva dal teatro lirico di Milano che ispirò a Marie-Reine Rameau, vedova Roisin, la costruzione di questa sala nel 1874. Nel 1895 Édouard Marchand vi allestì la prima grande rivista di music-hall all'inglese in Francia, e su questo palco si esibirono star come Paulus, Mistinguett e Yvette Guilbert. Dal 2018 il programma comprende teatro, danza, musica, nuovo circo e arti visive, con una seconda sala da 180 posti, la Piccola Scala, aperta nel seminterrato nel settembre 2020 per i giovani talenti.
Il teatro si trova al numero 13 di boulevard de Strasbourg, nel X arrondissement, tra un negozio con la facciata verde e una farmacia; davanti alla vetrata con la scritta dorata «La Scala» cresce un albero. L'ingresso è arretrato dietro il vetro, quindi conviene prendersi un momento per individuare la porta e il piccolo cartello appeso al lato sinistro della cornice. La sala principale è modulare, fino a 750 spettatori secondo la disposizione delle gradinate, e la Piccola Scala, seconda sala da 180 posti, ha aperto nel seminterrato nel settembre 2020.
La ristrutturazione del 2018 è stata realizzata dall'agenzia Archidev con gli scenografi di Changement à Vue; Richard Peduzzi ha decorato gli spazi, Rudi Meyer ha disegnato il logo e gli algoritmi di Philippe Manoury hanno curato l'identità sonora. L'acustica variabile della sala si basa su 172 diffusori Amadeus e sul processore di suono spaziale Holophonix.
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