Tindoul de la Vayssière, Voragine naturale a Salles-la-Source, Francia.
Il Tindoul de la Vayssière è una cavità naturale con un'apertura di forma ovale lunga circa 40 metri e larga 25 metri. L'apertura scende per circa 67 metri in formazioni calcaree, con una rete estesa di gallerie che si estende per oltre 2 chilometri nel sottosuolo.
L'esplorazione iniziò nel XVIII secolo, quando l'abate Charles Carnus con la sua squadra discese fino in fondo alla voragine. Nell'estate 1892 la esplorò Édouard-Alfred Martel con il cugino Gaupillat, e nel 1962 Francis Maurette e R. Veyrunes effettuarono il primo riconoscimento. Louis Armand vi installò poi una scala metallica e nell'agosto 1949 Louis Balsan fotografò una galleria asciutta che considerava il suo capolavoro.
Il nome generico «tindoul» deriva da un'onomatopea occitana che suggerisce la risonanza del rumore delle pietre gettate in un pozzo. Altri nomi di pozzi o voragini sono tintarelle, tombarelle e donde, la cui radice dod- ricorda il suono della campana quando vi si getta un sasso. In occitano tindoul significa semplicemente voragine, abisso.
La voragine si apre direttamente nella roccia, senza sentiero segnalato né parapetto sul bordo; la scala metallica installata da Louis Armand serve agli speleologi all'interno, non ai visitatori occasionali. La galleria principale misura circa 4 km, ma due o tre gallerie restano inaccessibili. Per scendere servono esperienza e attrezzatura speleologica.
Un sistema di fiume sotterraneo sotto la voragine si collega alle cascate di Salles-la-Source attraverso intricati canali calcarei. Questo flusso d'acqua nascosto alimenta le sorgenti visibili sopra il terreno, collegando le profondità nascoste al paesaggio che le persone vedono ogni giorno.
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