Château de Saint-Béat, Rovine di castello medievale a Saint-Béat-Lez, Francia
Il Château de Saint-Béat è una rovina medievale a Saint-Béat-Lez con una torre del mastio quadrata di circa 5 metri per lato, due livelli interni e due muri difensivi circostanti. I resti visibili mostrano come questa fortezza fosse stata costruita per controllare la valle.
Costruito nel XII secolo, il castello fu ampliato da Enrico IV (1553-1610). I sovrani risiedevano raramente a Saint-Béat; fino al XVI secolo fu occupato da capitani. Nel 1588 il Parlamento di Tolosa impose agli abitanti di Melles, Argut e Arlos di custodirlo a turno, con una multa di 500 scudi. Non dovette mai respingere un'invasione.
La fortezza ha guadagnato il soprannome di 'chiave della Francia' a causa della sua posizione vicino al confine spagnolo, dove controllava il movimento attraverso la valle della Garonna. Questa posizione strategica ha plasmato come la gente intendeva l'importanza del luogo per proteggere la regione.
Il sito è accessibile a piedi dal centro di Saint-Béat-Lez e si trova vicino a Rue de l'Anglade. Una passeggiata permette di esplorare i resti dei muri fortificati e di apprezzare come la posizione domina la vallata.
Il castello non dovette mai respingere un'invasione, ma la sua posizione vicino al confine spagnolo gli valse il nome di «la clef de France» (la chiave di Francia). Il servizio di guardia imposto nel 1588 agli abitanti di Melles, Argut e Arlos, con multa di 500 écus, restò una precauzione che nessun attacco mise mai alla prova.
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