Surami Fortress, Fortezza medievale a Surami, Georgia
La Fortezza di Surami sorge su una grande roccia nel centro della città di Surami, controllando l'ingresso della Gola di Borjomi che separa la Georgia orientale da quella occidentale. La struttura in pietra contiene una chiesa e si eleva in sezioni sul pendio, con muri che creano diversi livelli e spazi chiusi.
Data e fondatore della fortezza sono ignoti; solo Platon Ioseliani la datò al re Parnajom, nella prima metà del II secolo a.C. Gli storici georgiani attribuiscono le mura attuali all'XI secolo e alla famiglia Surameli, che governò il saeristavo di Kartli nei secoli XII–XIII. Giorgi Saakadze la rinforzò nel 1625 contro gli iraniani; Nadir Shah la fece demolire e fu ricostruita nel 1756.
La fortezza è legata alla famiglia Surameli, che governò l'eristavato di Kartli nei secoli XII e XIII e probabilmente la usò come residenza. Nel 1744 la regina Tamar venne qui a ricevere la resa di Givi Amilakhvari, che poi lasciò la fortezza e la seguì a Tbilisi.
La fortezza sorge su una collina rocciosa sulla riva sinistra del Suramula, nella parte settentrionale della città di Surami. La salita dal centro è ripida e il terreno irregolare, quindi servono scarpe robuste. Dalla corona restaurata della cinta si vedono la conca della valle e gli edifici recenti della città, tra cui la chiesa della Madre di Dio e la chiesa Kviratskhoveli.
Nel 1744, dopo una lunga resistenza alla fortezza, Givi Amilakhvari si arrese solo quando la regina Tamar giunse a Surami; uscì allora dalla fortezza e la seguì a Tbilisi. In seguito, per ordine dello scià, la fortezza di Surami fu demolita insieme a quella di Kekhvi e ricostruita nel 1756.
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