Pilisszántó Cave, grotta a Pilisszántó, Ungheria
La Grotta di Pilisszántó è un'ex sorgente carsica inattiva formatasi nel calcare triassico di Dachstein, sulla parete rocciosa sud-orientale del Pilis-tető, sopra la villa Orosdy. È costituita da un'unica grande sala, lunga circa 8 m e larga 8 m, con un alto ingresso rivolto a est. Gli scavi di Ottokár Kadić nel 1912 e di Tivadar Kormos nel 1914-1915 ebbero luogo in questa sala.
La grotta è stata utilizzata dall'uomo fin dalla preistoria, come dimostrano i ritrovamenti archeologici di attrezzi e ossa di animali. Questi reperti indicano che ha servito come rifugio per i primi abitanti della regione.
La grotta è un punto di riferimento per gli escursionisti che percorrono i sentieri dei Monti Pilis. Rappresenta una destinazione naturale che collega il villaggio ai sentieri circostanti della foresta.
La grotta si trova sopra il castello Orosdy, nella parete rocciosa sud-orientale del Pilis-tető, fuori dall'abitato di Pilisszántó, a 423 m sul livello del mare. Si visita senza permesso né attrezzatura speleologica, ma l'ampio ingresso immette in un'unica sala lunga 8 m e larga 8 m. Le carte escursionistiche la segnalano con il nome e il simbolo di grotta.
Oltre che nella grotta di Pilisszántó, ossa di ghiottone sono state trovate solo in altre sette grotte ungheresi, tra cui la Király-kúti-zsomboly, la Remete-barlang e la Suba-lyuk. Gli scavi hanno restituito anche 36.000 ossa di uccelli e 8.000 di mammiferi, per lo più di piccoli animali portati qui dai gufi.
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