Mission of Saint Sergius of Jerusalem, Edificio della missione ortodossa russa a Gerusalemme, Israele
La Missione di San Sergio, o Sergiyevskoye Podvorye, è un edificio in pietra di due piani al numero 13 di via Heleni HaMalka, all'angolo con via Monbaz vicino a via Jaffa, a Gerusalemme. Fu progettato dall'architetto gerosolimitano Georgy Frangia e costruito tra il 1886 e il 1890 per la Società Ortodossa Imperiale di Palestina. Una torre angolare rotonda con parapetto merlato e pennone sovrasta il tetto; il piano terra ha alte finestre ad arco con grate scure, il piano superiore finestre ad arco con persiane marroni.
La Società Imperiale Ortodossa di Palestina acquistò nel maggio 1886 un terreno di 4.252 m² vicino al Quartiere Russo e fece costruire l'edificio tra il 1886 e il 1890 su progetto dell'architetto gerosolimitano Georgy Frangia, sotto la direzione di Dmitry Smyshlyaev. Fu consacrato il 20 ottobre 1889 dall'archimandrita Antonin (Kapustin); le parti del secondo piano accanto alla torre centrale furono completate entro il 1891. Chiamato inizialmente «Nuovo Complesso», prese il nome dal granduca Sergei Alexandrovich dopo il suo assassinio nel febbraio 1905.
L'edificio fu chiamato inizialmente Nuovo Cortile e ribattezzato in onore del granduca Sergej Aleksandrovič dopo il suo assassinio nel 1905. Il piano terra ospitava una bottega di icone, un negozio di souvenir, una bottega alimentare e una mensa popolare per tutti gli edifici russi di Gerusalemme. La società organizzava anche «letture palestinesi» con proiezioni di lanterna nella mensa o nel cortile, e a Pasqua offriva pasti ai pellegrini ortodossi russi.
L'edificio si trova al numero 13 di via Helene HaMalka, all'angolo con via Monbaz, a breve distanza da via Jaffa. La proprietà fu a lungo contesa: lo Stato pagò 4,5 milioni di dollari in base all'accordo del 1964 con Mosca, ma il titolo dell'edificio Sergei non fu mai definito e l'Amministratore Generale lo gestì fino alla sentenza del 2008 che lo trasferì allo Stato.
L'edificio si chiamava inizialmente Cortile Nuovo; prese il nome dal granduca Sergej Aleksandrovič solo dopo il suo assassinio nel febbraio 1905. L'architetto fu Georgy Frangia, membro gerosolimitano della Società Ortodossa Imperiale di Palestina, e il terreno di 4252 m² fu acquistato nel maggio 1886 dal suddito ottomano Musa Tannus.
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