Dindigul Fort, Monumento di Importanza Nazionale a Dindigul, India.
Il Forte Dindigul è una fortezza rupestre su una collina alta 900 piedi (270 m), con una circonferenza di 2,75 km. Le mura sono in pietra scura consumata, con parapetto piatto e merli a blocchi rilevati, un bastione più basso e a gradoni da un lato e una massa più alta a torre quadrata dall'altro. Uno stretto sentiero consumato sale sulla roccia nuda fino alla cinta. All'interno ci sono stanze a doppia parete, 48 ex celle di prigione, una cucina, una scuderia e una sala dei comandanti.
Muthu Krishnappa Nayak di Madurai fece costruire nel 1605 il forte sulla collina, aggiungendone uno ai piedi della roccia. L'esercito di Mysore prese Dindigul nel 1742; Hyder Ali rafforzò poi il forte e suo figlio Tipu Sultan fu incoronato re di Dindigul nel 1788. Tipu cedette Dindigul e il forte agli inglesi nel 1792, e le truppe britanniche tennero la fortezza dal 1798 al 1859.
Il nome Dindigul unisce le parole tamil thindu (sporgenza o poggiatesta) e kal (roccia), dalla collina spoglia su cui sorge il forte. Il poeta saiva Appar citò la città nelle sue opere del Tevaram, e appare come Padmagiri nel libro Padmagiri Nadhar Thenral Vidu Thudhu di Palupatai Sokkanathar. Sulla cima si trova un tempio abbandonato, e nel forte restano cannoni sigillati con le palle.
Il Servizio Archeologico dell'India mantiene il sito con orari di visita dalle 9:00 alle 17:30, applicando tariffe d'ingresso nominali per i cittadini indiani e tariffe modeste per i visitatori internazionali, mentre i bambini sotto i 15 anni entrano gratuitamente.
La fortezza incorpora sistemi di raccolta dell'acqua piovana che sfruttano il terreno ripido e ospita cannoni pesanti con palle di munizioni sigillate, dimostrando l'ingegneria militare impiegata nella sua costruzione e capacità difensive del XVII secolo.
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