Eremo di Santa Maria alla Sambuca, Rovine di eremo del XIII secolo a Collesalvetti, Italia
Santa Maria alla Sambuca è un eremo del XIII secolo situato a 175 metri di altitudine in una valle formata dal torrente Ugione, circondato da montagne e foreste. La chiesa conserva le tecniche di costruzione in pietra originali con un'unica navata e un'abside semicircolare, e contiene frammenti di affreschi del XIV secolo.
L'eremo è documentato dal 1237, quando Rainerio del fu Belluccio lasciò metà delle sue terre al romitorio di Santa Maria di Parrana, nome della Sambuca prima del 1317. Nel 1267 dipendeva dal monastero vallombrosano di San Paolo in Ripa d'Arno. Nel 1375 ospitava seguaci del beato Giovanni Colombini, fondatore dei Gesuati, non gesuiti.
Il nome Sambuca deriva da «buca santa», per la collocazione valliva e la presenza dei religiosi. Leggende tramandate in agiografie narrano di Satana che si presentava ai frati nella valle dell'Ugione; gli annali di Livorno di Giuseppe Vivoli, stampati nel 1842, raccontano di un Demonio in forma di «Romitone» apparso al frate benedettino Bianco da l'Ancolina.
Il sito si trova in un'area boschiva accessibile a piedi, e si consiglia calzature robuste a causa del terreno irregolare e della vegetazione. Solo la sezione della chiesa parzialmente restaurata è facilmente raggiungibile, mentre le altre rovine richiedono una navigazione attenta nel paesaggio circostante.
Il nome Sambuca deriva dalla posizione dell'eremo in una solcatura valliva incisa dal torrente Ugione e dalla presenza dei religiosi: "buca santa". Il toponimo compare per la prima volta in un documento del 1317, quando il conte di Castagneto Duccio del fu Gualando possedeva la quarta parte del sito.
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