Manwoldae, Rovine del palazzo reale a Kaesong, Corea del Nord.
Manwoldae è il palazzo principale in rovina della dinastia Goryeo, sul versante meridionale dei monti Songak a Kaesong. Il suo nucleo era la sala Hoegyŏng, la sala del trono costruita tra il 1020 e il 1023, con dietro le sale Changhwa e Wŏndŏk e nel complesso la torre astronomica Chŏmsŏngdae. Il palazzo era diviso tra il Kungsŏng, dove risiedeva la famiglia reale, e lo Hwangsŏng, dove si trattavano gli affari di Stato; restano i muri est, ovest e nord del recinto interno, fatti di strati alterni di pietra e argilla.
La costruzione iniziò nel 919, all'inizio della dinastia Goryeo, a sud dei monti Songak. Il palazzo fu distrutto dal fuoco nel 1011, 1126, 1171, 1225 e 1362; la sala del trono Hoegyŏng fu ricostruita tra il 1020 e il 1023. Il saccheggio dei Turbanti Rossi nel 1361 costrinse il re a fuggire ad Andong. Sunjong visitò le rovine il 31 gennaio 1909.
Il nome Manwoldae deriva da Mangwoldae, una piattaforma costruita per osservare la luna piena del primo mese lunare, e fu dato alle rovine in epoca Joseon. Il sito è anche legato alla canzone popolare del 1928 «Hwangseong Yet Teo» di Lee Ae-ri-su.
Visitare il sito archeologico richiede una pianificazione anticipata attraverso operatori turistici autorizzati della Corea del Nord che gestiscono tutti gli accordi di accesso. I visitatori devono aspettarsi protocolli guidati e percorsi designati attraverso il terreno.
Gli scavi di Manwoldae hanno restituito oltre 3.000 tegole, insieme a ceramiche, specchi e tavolette ancestrali. Tra i ritrovamenti c'è un vaso in celadon di 25 cm con una scimmia e un albero incisi sotto smalto dorato, conservato al Museo Nazionale di Corea. È emerso anche un cilindro in celadon di due piedi con motivi di peonie e viti, di funzione ancora ignota.
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