Church of the Nativity of John the Baptist, Chiesa ortodossa a Staraya Ladoga, Russia
La Chiesa della Natività di Giovanni Battista sorge sulla Malyševa Gora a Staraya Ladoga, sul sito di una più antica chiesa in legno e dell'ex monastero Ioannovsky. L'edificio in muratura del 1695 è una chiesa massiccia a quattro pilastri e cinque cupole: una cupola centrale luminosa e quattro cupole angolari decorative, facciate scandite da lesene piatte e due file di grandi finestre, quelle inferiori incorniciate da stipiti. A est si addossa un'ampia abside con nicchie ad arco, a nord una bassa cappella laterale con una piccola cupola, e all'angolo sud-ovest si erge un campanile ottagonale con guglia appuntita.
La prima menzione del monastero Ivanovskij sul colle Malyševa compare in una cronaca del 1276; la famiglia dello zar Boris Godunov lo favorì e nel 1604 donò due campane, una delle quali reca l'iscrizione «Ladoga — baluardo del mio Stato». Gli edifici del monastero, chiesa compresa, rimasero in legno fino alla fine del XVII secolo. L'attuale chiesa in muratura fu eretta nel 1695 sul sito di una più antica in legno e, fino alla chiusura negli anni Venti del Novecento, fu il principale tempio di Staraja Ladoga.
La chiesa conserva il nome dell'antico monastero di Giovanni Battista, citato per la prima volta sul colle Malyševa nel 1276. La sua cappella laterale è dedicata a santa Paraskeva Pjatnica; dopo il restauro del 1991 fu la prima chiesa di Staraja Ladoga restituita ai fedeli. Oggi è legata al monastero Nikolskij, i cui monaci vi celebrano le liturgie domenicali e festive.
La chiesa sorge sul colle Malyševa, al margine settentrionale di Staraja Ladoga, a breve distanza a piedi dal centro del paese. Oggi è annessa al monastero Nikolskij, i cui monaci vi celebrano le liturgie domenicali e festive. I visitatori sono pregati di vestire in modo sobrio e di non arrivare durante le funzioni.
La collina Malyševa, sotto la chiesa, è percorsa da gallerie sotterranee: nell'Ottocento i contadini ne estraevano sabbia quarzosa che vendevano a San Pietroburgo per fabbricare lampade. I vuoti così creati minacciavano l'edificio e i restauratori vi iniettarono molto cemento per fermarne il cedimento.
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