Category:Mi County Yamen, Edificio amministrativo della Cina imperiale a Chengguan Town, Cina
Lo Yamen della contea di Mi è rivolto a sud e occupa oltre 40.000 metri quadrati in cinque cortili successivi. Le sue oltre 300 stanze, in mattoni grigi con tetti di tegole grigie a due falde, comprendono il portone principale, la porta cerimoniale, la Sala Grande (sala Mù'ài), la seconda e la terza sala, la torre Daxian, le ali laterali e il carcere. Tra i due portoni si trova uno stagno di loto di 18 per 6 metri, l'unico in uno yamen delle Pianure Centrali.
Lo yamen della contea di Mi fu costruito nel 616, dodicesimo anno dell'era Daye dei Sui, quando il capoluogo passò dalla città di Dawai all'attuale sito. Distrutto da un incendio sotto gli Yuan, fu più volte rovinato e riparato durante Ming e Qing; gli edifici superstiti furono ricostruiti sul posto dal magistrato Zhong Kunhua in epoca Kangxi. Oltre 200 magistrati vi prestarono servizio fino agli anni Settanta e nel marzo 2013 il Consiglio di Stato lo dichiarò sito storico e culturale protetto a livello nazionale.
La porta è affiancata da due padiglioni della dinastia Ming: il padiglione Jing Shan a est conteneva una tavoletta di legno rossa che elogiava le buone azioni, mentre il padiglione Shen Ming a ovest esponeva una tavoletta nera che denunciava le cattive condotte. Tra la porta e il portale cerimoniale, un laghetto di loto lungo 18 metri, un gioco di parole su «integrità e vergogna», è l'unico del suo genere tra gli yamen delle pianure centrali.
Il complesso è orientato a sud e si articola in cinque cortili successivi, dalla porta e dalla porta cerimoniale alle sale fino alla torre Daxian sul retro; la prigione si trova a sud-ovest della sala principale, a ovest della porta cerimoniale. L'area supera i 40.000 metri quadrati, quindi conviene dedicare tempo alla visita. La prigione è rimasta in uso fino al 2003 e oggi fa parte del museo dello yamen.
La prigione, a sud-ovest della sala principale e a ovest della porta cerimoniale, ospitava le donne nel cortile sud e gli uomini in quello nord, dove si trovavano la sala degli interrogatori e il santuario del dio delle prigioni. Rimase in uso come carcere fino al 2003, quando entrò a far parte del museo dello yamen; sopravvivono oltre 60 celle e alloggi dei secondini in mattoni e pietra.
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