Eremo dei Camaldolesi, Rovine monastiche a Pecetto Torinese, Italia
L'Eremo dei Camaldolesi è un'installazione eremitica costruita su un versante orientale con vista sul fiume Po, dotata di abitazioni separate per i monaci. Ogni residenza includeva un proprio pozzo, una cella di preghiera e un piccolo orto organizzati intorno a una cappella bianca centrale.
Il duca Carlo Emanuele I di Savoia commissionò la costruzione nel 1601 in seguito a un voto fatto durante un'epidemia di peste, con l'architetto Ascanio Vitozzi che progettò il layout. L'ordine camaldolese occupò il sito per circa due secoli prima che la comunità si disperdesse.
L'eremo servì come rifugio spirituale dove i monaci vivevano nella solitudine intenzionale pur facendo parte di una comunità strutturata. La raccolta di opere d'arte e manoscritti testimoniava il suo ruolo di centro intellettuale per l'ordine religioso.
L'antico monastero ospita ora una casa di riposo e l'accesso al sito è limitato poiché solo il campanile e la cappella rimangono visibili dall'esterno. Pianificate le visite durante le ore diurne per vedere chiaramente gli elementi architettonici rimasti dal perimetro.
Ogni cella dell'eremita era intenzionalmente progettata per l'indipendenza completa, con la propria fonte d'acqua, spazio di preghiera e orto invece di strutture condivise. Questo approccio alla vita monastica enfatizzava la solitudine pur mantenendo un senso di scopo collettivo attraverso la cappella bianca condivisa.
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