Leone di Nectanebo
Il Leone di Nectanebo è una statua scolpita in granito grigio che raffigura una coppia di leoni in piedi con iscrizioni sulle loro basi che raccontano la loro storia. Le sculture risalgono all'epoca del Faraone Nectanebo I e sono notevolmente ampie e pesanti, con espressioni che trasmettono forza e orgoglio.
Queste statue furono originariamente erette in un sito nella regione del delta egiziano prima di essere trasferite a Roma nell'antichità, possibilmente al Pantheon o in un tempio di Iside. Furono riscoperte nel 15° secolo e successivamente utilizzate per decorare una fontana sotto il Papa Sisto V, prima di essere trasferite al Museo egiziano nel 1839.
Questi leoni provengono da un santuario egiziano dedicato al dio Thoth, che fungeva da mediatore tra divinità rivali nella mitologia antica. Potrebbero simboleggiare l'unità dell'Alto e del Basso Egitto sotto il dominio del faraone e mostrano come il significato religioso era espresso attraverso la scultura in pietra.
Le statue sono esposte al Museo egiziano di Roma e possono essere viste durante l'orario di apertura regolare. Il modo migliore per vederle è dedicare del tempo all'esplorazione dell'ampia collezione egiziana e verificare la loro posizione nel museo in anticipo.
I leoni recano lunghe iscrizioni sulle loro basi che raccontano la loro storia egiziana originale e rimangono leggibili oggi. Queste iscrizioni ci permettono di tracciare la loro connessione con il faraone e il santuario egiziano antico, rendendo questi manufatti rari esempi sopravvissuti di arte egiziana documentata.
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