Gasa Dzong, Fortezza buddista a Gasa, Bhutan
Gasa Dzong, detto anche Gasa Tashi Thongmön Dzong, sorge a 2.850 metri nel nord-ovest del Bhutan ed è il centro amministrativo del dzongkhag di Gasa. La fortezza fu costruita nel XVII secolo da Tenzin Drukdra, secondo Druk Desi, su un luogo di meditazione del XIII secolo fondato da Drubthob Terkungpa, e in seguito ampliata dal quarto Desi, Gyalse Tenzin Rabgye, che collocò oggetti rituali nel tempio dei Guardiani e ne celebrò la consacrazione.
Drubthob Terkungpa stabilì qui un luogo di meditazione nel XIII secolo; nel XVII secolo Tenzin Drukdra, secondo Druk Desi, vi costruì il dzong come baluardo contro gli attacchi da nord e lo chiamò Tashi Tongmön Dzong. Il nome fu dato nel 1648, dopo che lo Zhabdrung ebbe ribattezzato Trashi Thongmoen la divinità protettrice di Gasa. Il quarto Desi, Gyalse Tenzin Rabgye, ampliò poi il dzong e collocò oggetti rituali nel Tempio dei Guardiani, dove compì la consacrazione. Nel gennaio 2008 un incendio che richiese dieci ore per essere spento danneggiò gravemente l'edificio.
Il nome del dzong, Tashi Thongmön, deriva da una leggenda: quando lo Zhabdrung si recava in Bhutan, la divinità di Gasa viaggiò fino a Tsari Kibuthang in Tibet per accoglierlo, ed egli la ribattezzò Trashi Thongmoen. Il dzong ricevette lo stesso nome nel 1648, poiché la divinità ne era la protettrice. Gli abitanti dicono che il paesaggio disegni l'immagine di Tsheringma, dea della longevità, e che il dzong sorga sul petto di tale immagine.
Questa fortezza è accessibile solo a piedi attraverso un terreno montuoso che richiede una buona forma fisica e una preparazione adeguata per l'escursionismo. La stagione secca offre le condizioni più affidabili per visitare, poiché il clima e i sentieri possono essere difficili durante i mesi piovosi.
Il nome completo del dzong, Tashi Thongmön Dzong, deriva da una leggenda: quando lo Zhabdrung si recava in Bhutan, la divinità di Gasa gli andò incontro a Tsari Kibuthang in Tibet, ed egli la ribattezzò Trashi Thongmoen. Il dzong ricevette lo stesso nome nel 1648 perché quella divinità ne era la protettrice. Gli abitanti dicono che il paesaggio disegni l'immagine di Tsheringma, dea della longevità, e che il dzong sorga sul suo petto.
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