Jaflong, Stazione di montagna al confine Bangladesh-India, Bangladesh
Jaflong è una località turistica nell'upazila di Gowainghat, distretto di Sylhet, al confine tra Bangladesh e India. Il fiume Dawki entra qui in Bangladesh, e il fiume Piyain scorre su un letto di ciottoli arrotondati e massi di tonalità grigie, marrone chiaro, marroni e rossastre. Una collina ripida coperta di alberi, con alcuni edifici dalle pareti chiare e tetti scuri, si alza sopra l'acqua.
La regione si sviluppò come area di insediamento del popolo Khasi, che si stabilì nel tempo attraverso l'agricoltura e il commercio. La loro presenza ha plasmato la valle e la sua connessione con il Meghalaya vicino oltre il confine.
Cinque punji khasi — Balla, Sangrampunji, Nokshiapunji, Lamapunji e Pratap Pur — si trovano a Jaflong, dove il censimento conta 1.953 khasi. I khasi coltivano foglie di betel e noci di areca in giardini attorno ai villaggi. A Pohela Boishakh, il capodanno bengalese, una fiera Baishakhi anima la zona con festeggiamenti.
Jaflong dista circa 56 km su strada da Sylhet Sadar, su un asse aperto negli anni 1980; la Wikipedia inglese indica circa 60 km e due ore di viaggio. A Jaflong Zero Point si trova il valico terrestre di Tamabil, da cui ogni giorno passano merci, soprattutto carbone dall'India. La portata del Dawki cresce con le piogge monsoniche sul versante indiano, perciò i bassifondi e il letto di ciottoli cambiano con la stagione.
Il fiume Dawki trascina grandi massi dall'altopiano di Shillong durante le forti piogge monsoniche, per questo l'alveo di Jaflong è così ricco di pietre. L'estrazione ha scavato fosse di 9-11 metri senza autorizzazione e nel maggio 2009 un'ondata di piena arrivata da monte ha danneggiato piantagioni di tè e un abitato.
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