Jungfrau, Vetta alpina nelle Alpi Bernesi, Svizzera
La Jungfrau raggiunge i 4.158 m al confine tra i cantoni di Berna (Lauterbrunnen) e Vallese (Fieschertal), terza vetta delle Alpi Bernesi dopo il Finsteraarhorn e l'Aletschhorn. Con il Mönch e l'Eiger forma una parete di 10 km sopra le valli di Lauterbrunnen e Grindelwald. Le quote superiori e il fianco ovest sono in gneiss e micascisti cristallini, mentre la parete nord-ovest è in rocce sedimentarie giurassiche e cretacee sovrascorse sul basamento.
Johann Rudolf e Hieronymus Meyer di Aarau raggiunsero la vetta il 3 agosto 1811 con i cacciatori di camosci vallesani Alois Volken e Joseph Bortis, dopo aver valicato il Beichpass e la Lötschenlücke da nord. Una via diretta sul versante nord fu aperta solo nel 1865. La ferrovia della Jungfrau, progettata fino sotto la cima, fu completata nel 1912 solo fino al colle del Jungfraujoch.
Il nome deriva probabilmente da Jungfrauenberg, antico nome della Wengernalp, il prato davanti alla parete nord appartenuto alle monache del monastero di Interlaken. La vetta fu idealizzata come dea nella letteratura romantica e dopo l'ascensione del 1811 fu soprannominata scherzosamente «Mme Meyer». Schiller la cita nel Guglielmo Tell (1804) e Byron ambienta scene del Manfred (1817) sul massiccio.
La Jungfraubahn, progettata sotto la vetta, fu completata nel 1912 solo fino alla sella dello Jungfraujoch, a 3.454 m, raggiunta da Kleine Scheidegg. La via normale per la vetta parte dalla Mönchsjochhütte (3.657 m) e richiede 4-5 ore attraverso il Rottalsattel e la cresta sud-est.
Il nome deriva probabilmente dalla Wengernalp, l'alpeggio di fronte alla parete nord, chiamato Jungfrauenberg dalle monache del monastero di Interlaken che lo possedevano. Dopo la prima ascensione del 1811 la vetta ancora inviolata fu soprannominata «Madame Meyer».
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