Everest, Vetta montuosa nell'Himalaya, Nepal e Cina.
Questa vetta raggiunge un'altitudine di 8848,86 metri, rappresentando il punto più alto della Terra, caratterizzata da estesi sistemi glaciali e pareti rocciose scoscese che formano la sua struttura piramidale a tre lati, con il ghiacciaio Khumbu a sud e il ghiacciaio Rongbuk a nord.
Il Servizio Topografico dell'India ha identificato questa vetta come il punto più alto del mondo nel 1852, portando alla sua denominazione in onore del topografo Sir George Everest nel 1865. Edmund Hillary e Tenzing Norgay divennero i primi esseri umani a raggiungere con successo la cima nel 1953 tramite la via sud.
Le comunità locali venerano questa vetta con profondo rispetto religioso, chiamandola Chomolungma in tibetano, che significa "Dea Madre del Mondo", e Sagarmatha in sanscrito, tradotto come "Picco del Cielo", onorata da tradizioni buddiste e induiste per secoli.
Gli scalatori scelgono tipicamente tra due vie principali: la cresta sudorientale dal Nepal o la cresta nordorientale dal Tibet, con la maggior parte che preferisce il percorso sudorientale tecnicamente più facile. La stagione di arrampicata va da aprile a maggio, quando le finestre meteorologiche permettono ascensioni.
La zona sommitale sperimenta una pressione atmosferica di solo un terzo del livello del mare, con temperature che scendono a meno 60 gradi Celsius durante gennaio. Studi geologici rivelano che la vetta è composta da strati di calcare marino che un tempo formavano parte di un antico fondale marino.
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