Abbazia di Santa Maria in Sylvis, Abbazia benedettina a Sesto al Reghena, Italia
L'abbazia di Santa Maria in Sylvis è una chiesa romanica con tre navate e un coro sopraelevato. Sotto la chiesa si estende una cripta sotterranea con venti colonne che dividono lo spazio in piccole camere.
L'abbazia fu fondata nei primi anni 730 e ricevette protezione attraverso il diploma di Carlo Magno nel 781, che confermava le sue terre e proprietà. Questo privilegio la liberò dal controllo secolare e assicurò la sua indipendenza.
Il nome latino «in Sylvis» («nei boschi») ricorda il bosco che un tempo circondava l'abbazia. Nel 1182 il suo abate Goffredo fu eletto patriarca di Aquileia, e dal 1441 al 1786 gli abati commendatari, a partire dal cardinale Pietro Barbo, poi papa Paolo II, provennero spesso da famiglie nobili veneziane. L'antica residenza abbaziale ospita oggi il municipio di Sesto al Reghena.
Il complesso si apre su Piazza Castello attraverso l'unica torre d'ingresso rimasta, il cui ponte in pietra sostituì il ponte levatoio nel Settecento. Il vestibolo della chiesa, la cripta con venti colonne e gli edifici del cortile sono spazi distinti: prevedete di spostarvi tra l'uno e l'altro invece di vedere tutto in un solo passaggio.
L'urna di Sant'Anastasia nella cripta è ricavata da un unico blocco di marmo greco, scolpita nel VIII secolo da maestranze cividalesi e ornata con fiori, croci, archi, tondi e rosoni. Nelle due absidi della stessa cripta si trovano una Pietà di origine austriaca del primo Quattrocento e un'Annunciazione in marmo sloveno con influssi bizantini.
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