Area Archeologica di Poggio del Molino, Parco archeologico a Piombino, Italia
L'Area Archeologica di Poggio del Molino è un sito di scavo a Piombino situato su un altopiano costiero elevato con resti di più periodi. Il sito contiene strutture residenziali e di lavoro, insieme a impianti termali che mostrano come i Romani organizzavano i loro insediamenti vicino al mare.
Il colle è occupato nel Bronzo Finale (XI–X secolo a.C.), quando tra la Villa del Barone e il Poggio San Leonardo sorge un villaggio con una necropoli di una cinquantina di ossuari globulari e biconici. Dopo una pausa, nel I secolo a.C. il versante orientale viene chiuso da un muro di pietra e malta che delimita un'officina per la riduzione del ferro, datata da ceramica a vernice nera e da una moneta d'argento di Calpurnio Pisone. Alla fine del II secolo d.C. subentra una villa di lusso con terme; agli inizi del IV secolo sui crolli si costruiscono vani più poveri e una sepoltura del V secolo intacca un pavimento a mosaico.
Il nome Poggio del Molino deriva dalla Torre nuova del molino, edificio di avvistamento costiero con mulino fatto costruire alle pendici da Cosimo I de' Medici nella prima metà del XVI secolo, come attesta la carta Bandita di Porto Baratti. Sulla cima sorge la Villa del Barone, costruita nel 1923 dal barone Luigi De Stefano e da Assunta Vanni Desideri.
Il sito è accessibile a piedi con sentieri che collegano diverse aree di scavo, e la sua posizione costiera rende la visita confortevole durante i mesi più caldi. Porta calzature adeguate e preparati per terreno irregolare e aree esposte al sole.
I bacini rettangolari scoperti qui suggeriscono che i lavoratori producevano una salsa di pesce fermentata molto ricercata dai Romani ricchi. Questa produzione specializzata rivela che il sito non era semplicemente una residenza ma un centro di fabbricazione di un prodotto commerciale di alto valore.
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