Basilica di Santa Maria del Colle, Basilica minore rinascimentale a Pescocostanzo, Italia.
La basilica di Santa Maria del Colle è una chiesa rinascimentale a pianta longitudinale di cinque navate e quattro campate, il cui interno in pietra custodisce cinque soffitti a cassettoni realizzati prevalentemente da Carlo Sabatini di Anversa degli Abruzzi tra il 1670 e il 1682 e completati nel 1742. La facciata principale, con portale datato 1558, si affaccia su un'ampia terrazza, mentre l'antico portale romanico-gotico fu trasferito nel 1580 sull'ingresso del fianco settentrionale, in cima a una scalinata. Tra le statue in legno scolpito, dipinto e dorato c'è la duecentesca Madonna del Colle.
La basilica è stata costruita in seguito al terremoto del 1456 e si è ampliata con la sua struttura a cinque navate e facciata rinascimentale durante il 16° secolo. Questa ricostruzione mostra come la comunità locale ha rinnovato i suoi spazi religiosi dopo il disastro naturale.
Il nome della chiesa viene dal Colle, il rilievo su cui il borgo crebbe dopo il 1466. Le statue lignee, tra cui la duecentesca Madonna del Colle, sono portate in processione per Pescocostanzo. Il cancello in ferro battuto di Sante di Rocco, ultimato nel 1707 dal nipote Ilario, reca il motto ETENIM NON POTUERUNT MIHI, ancora leggibile sull'architrave della bottega ai piedi della scalea.
La chiesa si trova sul corso di Pescocostanzo e vi si accede tramite la scalinata che sale all'ingresso laterale nord, dove nel 1580 fu trasferito il portale tardo medievale. La facciata principale si affaccia su un'ampia terrazza, mentre accanto si alza il campanile, torre rettangolare sormontata da una cuspide piramidale. L'ingresso avviene dalla porta laterale in cima alla rampa.
Il cancello in ferro battuto fu iniziato nel 1699 dal fabbro pescolano Sante di Rocco e ultimato nel 1707 dal nipote Ilario; raffigura figure ferine, umane e angeliche. Sull'architrave della bottega dell'artigiano, ai piedi della scalea, è inciso il motto ETENIM NON POTUERUNT MIHI (eppure non poterono vincermi). Le aquile in bronzo delle acquasantiere sono di Cosimo Fanzago.
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