Castello di Amantea, Fortezza medievale su collina costiera ad Amantea, Italia
Il Castello di Amantea è una fortezza in rovina sul colle che domina Amantea, in provincia di Cosenza, in Calabria, a controllo della strada costiera e della via per Cosenza lungo la valle del Catocastro. Vi si accede da ripidi sentieri dalla città; restano torri angolari e un torrione ovale detto San Nicola.
I Bizantini fortificarono il sito dopo il 553, e nell'846 gli Arabi di Sicilia lo conquistarono ribattezzandolo Al-Mantiah, che fu emirato per quarant'anni. I Normanni lo presero nel 1060-1061 e Federico II rafforzò il castello nel XIII secolo. Fu abbandonato dopo l'assedio napoleonico del 1806-1807.
Il nome Amantea deriva dall'arabo Al-Mantiah, «la rocca», dato dopo la conquista di Nepetia nell'846; la città rimase araba per quarant'anni come sede di un emirato, e di un solo emiro si conosce il nome, As-Sinsim, latinizzato Cincimo, che nell'868 tentò di conquistare Cosenza. Nel 1630-1633 e di nuovo nel 1647 gli amanteoti si rivolsero alla corte di Madrid per impedire l'infeudazione e difendere lo stato di città demaniale.
Le rovine si trovano sopra la città e sono raggiungibili solo a piedi salendo sentieri ripidi dal centro di Amantea. È consigliabile indossare scarpe robuste, poiché il terreno può essere irregolare e alcune parti delle mura sono fragili.
Il nome Amantea deriva dall'arabo Al-Mantiah, «la rocca», imposto dopo la conquista di Nepetia da parte degli arabi di Sicilia nell'846. La città rimase araba per quarant'anni e fu sede di un emirato; di un solo emiro conosciamo il nome, As-Sinsim, latinizzato Cincimo, che nell'868 tentò di conquistare Cosenza. I bizantini ripresero la città nell'885-886.
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