Chiesa di San Niccolò, Chiesa romanica a Casole d'Elsa, Italia
San Niccolò è una chiesa risultante dal rimontaggio della cripta della Collegiata di Casole, trasformata in stile gotico nel XIII secolo; le sue misure interne corrispondono esattamente a quelle di quella cripta. All'interno, un transetto absidato coperto con volte a crociera è diviso in cinque navate da archi a tutto sesto poggianti su colonne, con due absidi semicircolari inserite nella muratura e invisibili dall'esterno. In facciata domina il volume del portico, e la decorazione ad affresco del XVII secolo è di Francesco Rustici detto il Rustichino.
San Niccolò è documentata per la prima volta il 17 giugno 1348, quando Guazzolino del Gorda donò 10 soldi perché fossero dipinte immagini di santi; gli affreschi furono però realizzati solo tre secoli dopo. Il 6 novembre 1386 esisteva già una Societas Sancti Nicolai, a cui Ghita del fu Maffeo da Cavallano donò reliquie. Una visita del 1423 trovò due altari, e nel 1576 la Societas Beate Marie Virginis, con 200 confratelli, fece edificare il portico in facciata e un campanile distrutto nella seconda guerra mondiale e poi ricostruito.
L'interno ospita una pittura del 14esimo secolo della Scuola senese posizionata all'altare maggiore, riflettendo le tradizioni artistiche della regione. Questo capolavoro attrae i visitatori interessati all'arte medievale e rimane un punto focale dello spazio di culto.
La chiesa sorge a poche centinaia di metri dal centro di Casole d'Elsa: vi si arriva a piedi o con un breve tragitto, non nel cuore del paese. Oggi è adibita a cappella cimiteriale, e il cimitero occupa un'area già usata per sepolture di epoca etrusca. Osservate i tre portali in facciata: quello centrale è coronato da un arco a sbarra molto consumato poggiante su due mensole.
La chiesa è frutto del rimontaggio della cripta della Collegiata di Casole, spostata quando questa assunse forme gotiche nel XIII secolo; le misure interne corrispondono esattamente a quelle della cripta. Vi si conserva una croce processionale del XIII secolo, e un affresco che orna una tomba, rinvenuto all'inizio del XX secolo, fa pensare che l'edificio servisse fin dall'inizio come cappella cimiteriale. Il cimitero occupa un'area già usata per sepolture etrusche.
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