Castello di Roccascalegna, Castello medievale in Abruzzo, Italia
Il Castello di Roccascalegna sorge su uno sperone roccioso sopra l'abitato, con mura in pietra sbozzata, ciottoli e frammenti di laterizi che cingono un cortile. Un'erta gradinata dal piano di San Pietro porta all'ingresso, dove restano i resti del ponte levatoio; a destra è la torre di sentinella, più avanti le torri del carcere e angioina.
Una torretta di guardia longobarda fu ampliata fino a diventare castello tra l'XI e il XII secolo; la prima menzione scritta risale al 1525 e riguarda restauri. Gli Annecchino rafforzarono le torri e ne aggiunsero una circolare, mentre i baroni Carafa, al potere dal 1531 al 1600, fecero erigere nel 1577 la cappella del Santissimo Rosario e migliorare la raccolta dell'acqua piovana. Sotto i Corvi, dopo il 1705, fu distrutto il ponte levatoio e vennero edificati la garitta d'ingresso e il muro della rampa.
Il castello mostra una fusione di elementi romanici e medievali che i visitatori incontrano percorrendo i vari spazi. Le strutture difensive in pietra riflettono la necessità di proteggere il villaggio sottostante dagli attacchi.
Si accede da un'erta gradinata che parte dal piano di San Pietro, ricavata con terrazzamenti inclinati sulla roccia, fino all'ingresso dove restano i resti del ponte levatoio. Il percorso prosegue per rampe tra le torri, quindi servono scarpe adatte. Il castello è di nuovo visitabile dopo il restauro terminato nel 1996.
Secondo la leggenda il barone Corvo de' Corvis nel 1646 pretese lo ius primae noctis e fu accoltellato da una sposa novella, o dal marito travestito da lei. Morendo lasciò su una roccia l'impronta indelebile della mano insanguinata, non sulle mura. La tradizione vuole che quell'impronta, ben visibile dopo i crolli del 1940, ricompaia di continuo nonostante sia stata lavata via più volte.
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