Galleria civica d'arte moderna e contemporanea di Torino, Museo d'arte nel quartiere Crocetta, Torino, Italia
La Galleria civica d'arte moderna e contemporanea di Torino occupa un edificio di via Magenta progettato da Carlo Bassi e Goffredo Boschetti e inaugurato nel 1959. Il volume superiore è rivestito di pannelli piatti grigio chiaro e il bordo del tetto porta alette angolari regolarmente distanziate; sotto, una pensilina piatta su pali scuri ripara una cancellata e un cancello in metallo nero, mentre a destra una parete di grandi blocchi di pietra grezza chiude il piano terra. Le collezioni permanenti di arte dell'Ottocento e del Novecento contano oltre 47.000 opere tra dipinti, sculture, installazioni e video, esposte su due piani.
Torino fu la prima città italiana a promuovere una raccolta pubblica di arte moderna, avviata con il Museo Civico nel 1863. Dal 1895 le opere furono esposte in un padiglione di corso Siccardi, oggi corso Galileo Ferraris, distrutto dai bombardamenti alleati nel 1942. Carlo Bassi e Goffredo Boschetti progettarono il nuovo edificio sullo stesso sito, inaugurato nel 1959, con la collezione su due piani per volere del direttore Vittorio Viale. Dichiarato inagibile negli anni Ottanta, riaprì nel luglio 1993 dopo un lungo restauro.
La collezione copre Ottocento e Novecento, con opere di Giacomo Balla, Filippo de Pisis, Giorgio De Chirico, Paul Klee, Amedeo Modigliani, Pablo Picasso e Andy Warhol. Dal 2016 il programma partecipativo "Parlare alla GAM" invita a presentare un progetto personale sull'opera all'aperto "Anni Luce" di Giulio Paolini, chiamata comunemente Arena Paolini.
La galleria si trova in via Magenta 31, nel quartiere Crocetta, raggiungibile dalla fermata Re Umberto della linea M1 della metropolitana. Le visite di gruppi e scolaresche si prenotano in anticipo. L'edificio ospita laboratori didattici, una sala conferenze, una biblioteca, un archivio fotografico, una libreria e una caffetteria.
Nel 2009, il museo ha riorganizzato la sua esposizione passando dall'ordine cronologico ai raggruppamenti tematici. Questo cambiamento consente ai visitatori di connettere le opere d'arte attraverso idee condivise piuttosto che seguire una timeline.
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