Grotta dell'Inferno, Grotta naturale a Muros, Italia.
La Grotta dell'Inferno si apre nei calcari miocenici del versante occidentale del monte Tudurighe, nel comune di Muros, a 320 m s.l.m. L'ingresso, largo 10 m e alto 5 m, è nascosto dal bosco di Badde Olia. Un ramo principale lungo 220 m, largo per tre quarti del percorso, e un insieme di pozzi, diramazioni e frane portano lo sviluppo complessivo a circa 600 m.
Le prime esplorazioni hanno restituito reperti litici e fittili del neolitico e di varie fasi della civiltà nuragica, soprattutto della cultura di Bonu Ighinu. I più significativi sono una ceramica cardiale con decorazione impressa con una conchiglia e un frammento di ciotola con motivo stellare, custoditi al Museo Sanna di Sassari.
I nomi grotta dell'Inferno, grotta del Diavolo e grutta'e s'Inferru' legano la cavità a racconti di diavoli. I reperti delle prime esplorazioni, tra cui una ceramica cardiale decorata a impressione di conchiglia e un frammento di ciotola con motivo stellare, sono conservati al Museo Sanna di Sassari.
Indossa scarpe robuste e porta una torcia quando entri, poiché il terreno è irregolare e la luce naturale non raggiunge i passaggi profondi. I tour guidati sono disponibili durante i mesi più caldi e aiutano i visitatori a navigare in sicurezza attraverso questo spazio sotterraneo.
Le concrezioni della grotta sono scarse, danneggiate e scurite dalle visite che si susseguono dalla seconda metà dell'Ottocento, quando il guano di pipistrello veniva estratto come fertilizzante. Tra i resti fossili rinvenuti c'è il cervide Megaceros algarensis.
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