Grotta di Santa Croce, Grotta archeologica a Bisceglie, Italia
La Grotta di Santa Croce si apre a 113 m sul livello del mare sul fianco di levante della Lama di Santa Croce, nell'agro di Bisceglie. La bocca naturale è larga 12 m e alta 11 m; superato un cono detritico alto circa 6 m, la cavità è lunga oltre 100 m, con un primo tratto di circa 60 m che si allarga in spazi larghi e alti fra 10 e 12 m. La volta è caratterizzata da esili panneggiamenti calcarei frangiati da piccole stalattiti.
Francesco Saverio Majellaro riconobbe la grotta come giacimento paleolitico nel 1934 e la segnalò alla Soprintendenza pugliese nel 1937. Condusse i primi saggi dal 7 ottobre 1938 al 2 ottobre 1940 con Luigi Cardini e Ciro Drago. Gli scavi diretti da Cardini dal 1954 al 1958, finanziati dall'Istituto Italiano di Paleontologia, dall'Ente Provinciale per il Turismo e dal Comune di Bisceglie, portarono il 25 giugno 1955 al ritrovamento di un femore destro neandertaliano, primo osso lungo di un paleantropo in Italia. L'Università di Bari indagò dal 1970 al 1994.
Il nome della grotta deriva da un dipinto dei tre santi protettori di Bisceglie e da una grande croce nera sopra l'ingresso, di cui restano poche tracce. All'interno, a 14 metri dall'ingresso, sono visibili segni rossi a forma di stella. Un cesto intrecciato con chicchi d'orzo potrebbe indicare un'offerta, e vasi di terracotta potrebbero aver raccolto l'acqua che gocciola dal soffitto.
La grotta si apre a 113 m sul livello del mare sul fianco di levante della Lama di Santa Croce, nell'agro di Bisceglie presso la contrada Matina degli Staffi. L'ingresso naturale è una bocca larga 12 m e alta 11 m, superata da un cono detritico alto circa 6 m. La Grotta del Finestrino si apre circa 300 m più avanti sul fianco destro della lama, raggiungibile arrampicandosi su grossi macigni.
Il femore destro neandertaliano rinvenuto qui il 25 giugno 1955 fu il primo osso lungo di un paleantropo trovato in Italia; è conservato presso l'Istituto Italiano di Paleontologia Umana di Roma, mentre la maggior parte degli altri reperti è nel museo civico di Bisceglie.
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