Monte Tabor, Collina e patrimonio nazionale a Recanati, Italia
Monte Tabor è il colle di Recanati, nelle Marche, rivolto a sud, coperto di vegetazione fitta con alte conifere sul crinale e, alla base lungo la strada, una siepe potata e un muro di contenimento rosso-bruno. Un sentiero attraversa il parco accanto al Centro Studi Leopardiani e a Palazzo Leopardi e giunge al punto in cui Leopardi compose probabilmente L'infinito, segnalato da una targa con il verso «Sempre caro mi fu quest'ermo colle».
Il colle prende il nome dal Monte Tabor in Galilea, tradizionalmente identificato come il sito della Trasfigurazione di Gesù. Il nome lega il pendio di Recanati a quell'episodio biblico, non a un avvenimento accaduto sul posto. L'altro nome, "colle dell'Infinito", deriva da Giacomo Leopardi, che qui ambientò L'infinito; una targa su un muro del parco riporta il verso "Sempre caro mi fu quest'ermo colle".
Monte Tabor è legato al poema "L'infinito" di Giacomo Leopardi, che è stato ispirato qui e invita alla riflessione sull'esistenza. La collina rimane un luogo dove i visitatori vengono a meditare su questioni più profonde, come ha fatto Leopardi secoli fa.
Il colle è un parco accanto al Centro Studi Leopardiani e a Palazzo Leopardi; un sentiero lo attraversa fino al punto in cui Leopardi probabilmente compose L'infinito, segnalato da una targa sul muro con il verso «Sempre caro mi fu quest'ermo colle». Il versante è boscoso, con conifere sulla cresta e, in basso, una siepe potata e un muro di contenimento rosso-bruno lungo la strada.
Una targa sul muro del parco riporta il verso «Sempre caro mi fu quest'ermo colle». Il sentiero che attraversa il parco arriva al punto in cui Leopardi probabilmente compose L'infinito, accanto al Centro Studi Leopardiani e a Palazzo Leopardi.
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