Villa Ricciardi, Villa privata nel quartiere Vomero, Napoli, Italia.
Villa Ricciardi è una villa neoclassica del quartiere Vomero a Napoli, sorta intorno al 1817 su terre espropriate ai monaci camaldolesi e domenicani. Il suo parco è oggi molto più ridotto dei giardini, noti come Hortus Camaldulensis, che si estendevano dai Camaldoli fino a Soccavo. Dal 1956 ospita l'Istituto per non vedenti Domenico Martuscelli e si trova all'incrocio tra via Cilea, via Santo Stefano e via San Domenico.
Villa Ricciardi sorse intorno al 1817 per Francesco Ricciardi, avvocato di origine pistoiese e ministro di Gioacchino Murat, che gli conferì il titolo di Conte dei Camaldoli, su terre espropriate ai monaci camaldolesi e domenicani. Il 15 maggio 1848 i filoborbonici saccheggiarono la villa e diedero fuoco alla biblioteca, ricca di 15.000 volumi e manoscritti. Dal 1949 al 1952 fu dimora dello scrittore ungherese Sándor Márai; dal 1956 ospita l'Istituto per non vedenti Domenico Martuscelli.
Il nome della villa deriva da Francesco Ricciardi, avvocato di origine pistoiese e ministro di Gioacchino Murat, che la fece costruire intorno al 1817 su terre espropriate ai monaci camaldolesi e domenicani. Prima del 1848 il suo salotto, animato da Giuseppe Ricciardi e Luisa Granito, riuniva intellettuali napoletani e stranieri; il poeta Angelo Maria Ricci dedicò un componimento alla villa.
La Villa Ricciardi ospita oggi l'Istituto per non vedenti Domenico Martuscelli, che vi si trova dal 1956, e non è quindi un albergo. Il parco è molto più piccolo degli antichi giardini. La villa si trova all'incrocio tra via Cilea, via Santo Stefano e via San Domenico; prima dell'apertura di via Cilea nel 1949 l'unico accesso era l'antica Via del Vomero, oggi via Belvedere.
Dal 1949 al 1952 la villa fu dimora dello scrittore ungherese Sándor Márai, emigrato dopo l'avvento dei comunisti in patria. Dal 1956 l'edificio ospita l'Istituto per non vedenti Domenico Martuscelli.
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