Villa Sorra, Villa barocca a Gaggio, Italia
Villa Sorra sorge al centro della sua tenuta, in località Gaggio a nord di Castelfranco Emilia. Il corpo centrale a pianta quadrata è coronato da un'altana; un torrino esagonale originario fu demolito nel dopoguerra. Il giardino settecentesco venne rifatto nell'Ottocento secondo il gusto romantico all'inglese.
Dalla seconda metà del XVII secolo Francesco Sorra, mercante modenese, acquistò terreni a Gaggio e Panzano, al confine tra lo Stato pontificio e il ducato estense. All'inizio del XVIII secolo il conte Antonio Sorra commissionò la villa a Giuseppe Antonio Torri. Il giardino, creato nel Settecento, fu trasformato in giardino romantico all'inglese nell'Ottocento per volere della marchesa Ippolita Levizzani. Lesionata dal terremoto del 2012, la villa fu restaurata entro dicembre 2013.
La villa prende il nome dal conte Antonio Sorra, che la commissionò a Giuseppe Antonio Torri all'inizio del Settecento. La tenuta passò poi a Cristoforo Munarini-Sorra, la cui moglie, la marchesa Ippolita Levizzani, fece trasformare nell'Ottocento il giardino settecentesco secondo il gusto romantico all'inglese. La villa ospita la Raccolta della vita contadina, 9000 reperti donati negli anni settanta dal pittore e antiquario Celestino Simonini.
La villa non è agibile e non è visitabile da molti anni: la si può osservare dall'esterno. La tenuta si trova in Via Prati 50, in località Gaggio, a nord di Castelfranco Emilia. Il terremoto dell'Emilia del 2012 ha lesionato l'edificio; i lavori di restauro del complesso si sono conclusi nel dicembre 2013.
Villa Sorra fu set per l'ultimo film di Pier Paolo Pasolini, Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975). La tenuta ospita anche la Raccolta della vita contadina, donata dal pittore antiquario Celestino Simonini negli anni settanta del Novecento e oggi arrivata a 9000 reperti.
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