Villa del Vascello, Villa del XVII secolo sul Gianicolo a Roma, Italia
La villa del Vascello si trova in via di San Pancrazio, dove si affacciano il muro di cinta e i resti della facciata. Il palazzo principale, abbattuto dopo i combattimenti del 1849, era in origine una costruzione di tre piani più un mezzanino e un attico; nei resti sono ancora visibili false rocce e grotte dal gusto naturalistico e preromantico.
La villa fu costruita nel 1663 dai fratelli Basilio e Plautilla Bricci per l'abate Elpidio Benedetti, agente di Luigi XIV e consigliere del cardinale Mazzarino. Passò a Filippo Giulio Mancini, duca di Nevers, poi al conte Giraud nel 1749. Nel giugno 1849 fu l'ultimo baluardo prima delle mura di Roma durante l'assedio francese; il casino nobile fu in parte demolito. Il generale Giacomo Medici, che l'aveva difesa nel 1849, la acquistò nel 1877 e restaurò gli edifici minori.
Il nome deriva dalle forme del palazzo, che lo facevano somigliare a un vascello in navigazione. La volta della galleria principale era ornata da affreschi: L'Aurora di Pietro da Cortona, Il Mezzodì dell'Allegrini e La Notte di Giovanni Francesco Grimaldi. Dall'aprile 1983 la villa è sede del Grande Oriente d'Italia.
La villa del Vascello è una proprietà privata, divisa in due parti e sede del Grande Oriente d'Italia dall'aprile 1983: non è visitabile all'interno. Il muro di cinta e i resti della facciata si affacciano su via di San Pancrazio, al Gianicolo, e si osservano dalla strada.
Giacomo Medici, che aveva comandato la difesa della villa nel giugno 1849, acquistò poi la proprietà e fu nominato marchese del Vascello; si occupò di ristrutturare almeno gli edifici minori, dando al complesso l'aspetto attuale. Dall'aprile 1983 la villa è sede del Grande Oriente d'Italia.
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