Area archeologica di Tindari, Area archeologica e museo a Patti, Sicilia
L'area archeologica di Tindari in Sicilia contiene rovine greco-romane sparse su un pendio, tra cui un antico teatro, bagni termali e case residenziali con cortili colonnati. I resti si estendono su un terreno considerevole e mostrano come la città era organizzata nell'antichità.
Dionisio I di Siracusa fondò Tindari intorno al 396 a.C. su territorio sottratto ad Abaceno, insediandovi mercenari greci devoti ai Dioscuri, che diedero il nome alla città. Dopo la vittoria di Timoleonte nel 344 a.C. la colonia godette di circa sessant'anni di pace e si arricchì. Nel 257 a.C. la battaglia navale di Tindaride, combattuta nelle acque tra la città e le Eolie, fu vinta dalla flotta romana di Marco Attilio Regolo.
Il nome della colonia deriva dai Tìndaridi, i Dioscuri Castore e Polluce, figli di Leda e figliastri di Tindaro re di Sparta; i coloni erano a loro devoti e le loro effigi compaiono su monete rinvenute negli scavi. La pesca dei tonni e la trasformazione stagionale del pescato si praticavano nelle acque sottostanti fin dall'antichità.
L'area occupa il promontorio di capo Tindari sopra il mare, nel comune di Patti. L'accesso principale risale il versante meridionale, dove i muri in pietra squadrata della doppia cinta affiancano il percorso fino alla sommità. Il terreno è irregolare e il cammino sale e scende: servono scarpe robuste.
Il teatro greco è stato costruito con blocchi di arenaria nel terzo secolo prima di Cristo ma è stato successivamente modificato dai romani per ospitare giochi circensi e spettacoli. Questa trasformazione mostra come i poteri occupanti hanno adattato le strutture esistenti alle loro forme di intrattenimento.
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