Jakismani Monastery, Monastero medievale a Samtskhe–Javakheti, Georgia.
Il Monastero Jakismani è una chiesa a sala del IX o X secolo intitolata alla Resurrezione, con due piccole cappelle addossate a nord e i resti di un nartece a ovest. Gli edifici occupano un terrazzamento livellato artificialmente su un pendio sopra la valle di Potskhovi, sul sito di un vecchio villaggio abbandonato. Il rivestimento in pietre finemente tagliate, all'interno e all'esterno, e le forme di archi, pilastri e capitelli lo avvicinano all'architettura di Javakheti e Tao-Klarjeti.
La chiesa a sala è datata al IX o X secolo, con muratura e pietre lavorate paragonabili alle chiese di Javakheti e Tao-Klarjeti. Il complesso sorse su un terrazzamento livellato di un vecchio villaggio abbandonato sopra la valle del Potskhovi. I monaci ripopolarono il monastero nel 2010 e nel 2006 fu iscritto tra i Monumenti Culturali Immobili di Importanza Nazionale della Georgia.
La chiesa principale del monastero è intitolata alla Resurrezione, non a San Saba. Il nome Jakismani deriva dal toponimo georgiano Jakisubani, «un distretto di Jaki», dalla famiglia Jakeli, il cui castello si trova vicino nella valle di Potskhovi. I monaci ripopolarono il monastero nel 2010.
L'accesso al sito richiede l'attraversamento di un posto di controllo frontaliero tra la Georgia e la Turchia, seguito da un viaggio su una strada sterrata. I visitatori devono prepararsi a un terreno difficile e verificare le condizioni locali in anticipo.
Il nome del monastero è una corruzione del toponimo georgiano Jakisubani, «distretto di Jaki», dalla famiglia Jakeli, le cui rovine del castello sorgono poco lontano nella valle di Potskhovi. I monaci hanno ripopolato il sito nel 2010 e oggi vi vivono otto novizi con il loro abate.
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