Carcere Mamertino, Prigione antica nel Foro Romano, Italia
La struttura è formata da due livelli, con la camera superiore chiamata Ergastulum e quella inferiore nota come Tullianum. Un'apertura circolare nel pavimento della cella superiore conduce a uno spazio ristretto voltato dal quale non era possibile fuggire.
Il carcere servì come luogo di esecuzione per importanti nemici di Roma come Vercingetorige e Giugurta nel primo secolo prima dell'era comune. In seguito ospitò prigionieri in attesa di esecuzione dopo le processioni trionfali.
Il nome Tullianum deriva dal re Servio Tullio oppure dalla parola latina per sorgente, riferita all'acqua nella camera inferiore. I visitatori vedono oggi una piccola cappella con affreschi del XVI secolo che commemorano i prigionieri cristiani rinchiusi qui.
L'accesso avviene attraverso la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, da cui si scende con gradini verso le due camere. Gli ambienti sono piccoli e scivolosi quando bagnati, quindi scarpe robuste facilitano la discesa nella camera inferiore.
La cella non ha finestre e solo un'apertura nel soffitto attraverso cui calavano i prigionieri. Secondo la tradizione molti detenuti morivano per strangolamento o fame prima che i loro corpi fossero gettati nel vicino Tevere.
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