Basilica Pontificia di Santa Maria de Gulia, Basilica minore a Castellabate, Italia
La Basilica Pontificia di Santa Maria de Gulia è un luogo di culto su una collina a Castellabate. La facciata in pietra, gli archi a tutto sesto e l'alto campanile catturano l'occhio dai vicoli sottostanti, mentre all'interno tre lunghe sezioni divise da archi in pietra si aprono sotto un soffitto a cassettoni in legno.
L'edificio iniziò come cappella bizantina prima che una chiesa romanica fosse eretta nello stesso punto nella prima metà del 1100. Fu consacrata nel 1138 da Simeone, abate di Cava, e successivamente ampliata nel tempo, ricevendo il titolo di basilica minore nel 1988.
Il nome Gulia deriva dal profilo del colle, che visto dal mare sembra un'aquila, oppure da guglia, cioè cima. La devozione ruota attorno a san Costabile: il busto in bronzo del 1662 di Aniello Treglia fu realizzato con le offerte dei fedeli dopo la peste del 1656, e un busto d'argento del 1993 degli argentieri Catello di Napoli sostituì quello del 1837 di Mattia Condursi, trafugato negli anni settanta.
Si raggiunge la chiesa attraverso una porta principale su Via Don Matarazzo, e l'interno è accessibile alle persone con mobilità ridotta. Visitare durante le ore diurne funziona bene perché lo spazio resta aperto tutto il giorno e puoi muoverti al tuo ritmo.
Il nome Gulia nasce per aferesi, perché il colle visto dal mare sembra un'aquila posante con l'altero rostro rivolto a destra; potrebbe derivare anche da guglia, cioè cima o vetta. Nella navata di sinistra si trova il busto in bronzo di san Costabile (1662) dell'orafo Aniello Treglia, realizzato con le offerte dei fedeli dopo essere scampati alla peste del 1656.
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