Cripta di Sant'Emidio, edificio religioso di Ascoli Piceno
La Cripta di Sant'Emidio si trova sotto la cattedrale di Ascoli Piceno e custodisce i resti del santo patrono della città in un sarcofago romano del IV secolo. Colonne in marmo rosso di Verona aggiunte all'inizio del 1700 sostengono la volta, mentre affreschi medievali visibili sulle pareti rivelano strati di decorazione risalenti ai secoli XIII e XIV.
La cripta fu costruita intorno alla metà dell'XI secolo per custodire i resti di Sant'Emidio, un vescovo dell'epoca dell'imperatore Diocleziano che fu giustiziato intorno al 303 d.C. Dopo il devastante terremoto del 1703 che danneggiò molte città italiane, la comunità rinnovò e rinforzò la cripta con nuove colonne di marmo e volte più alte.
Sant'Emidio è il santo patrono di Ascoli Piceno e rimane profondamente importante per la comunità locale. All'interno della cripta, le persone accendono candele e lasciano offerte in suo onore, mantenendo vive le tradizioni religiose che hanno definito la città per secoli.
Si entra nella cripta scendendo le scale alla fine delle navate laterali della cattedrale, e bisogna muoversi in silenzio poiché è un luogo di culto. L'illuminazione è fioca, quindi concediti tempo affinché gli occhi si adattino per vedere i dettagli delle colonne e delle pareti decorate.
Una leggenda medievale narra che i resti di Sant'Emidio furono scoperti grazie a una pianta di basilico che cresceva sulla sua sepoltura, creando una connessione mistica tra il santo e la natura. Questa storia inusuale si è perpetuata nella tradizione locale per secoli e conferisce alla cripta una profondità che va oltre il suo ruolo religioso.
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