Sacrestia di San Domenico Maggiore, Sacrestia religiosa nel centro storico, Napoli, Italia
La Sacristia di San Domenico Maggiore è uno spazio sacro decorato con dettagli architettonici ornati e motivi intricati che ricoprono le pareti e il soffitto. Lo spazio contiene armadi in legno su misura progettati per conservare oggetti e vesti liturgiche preziosi.
Il salone della sacrestia fu rifatto nel XVIII secolo su disegno di Giovan Battista Nauclerio, che riprese lo stile di Francesco Antonio Picchiatti. Le sue 42 arche di re e nobili aragonesi, tra cui la cassa vuota di Alfonso V sormontata dal suo ritratto seicentesco, stettero nell'abside della chiesa fino al 1594. I corpi furono studiati negli anni ottanta dalla Divisione di Paleopatologia dell'Università di Pisa.
Alla sacrestia si accede da una porta lignea intagliata della seconda metà del XVI secolo, attribuita a Cosimo Fanzago, che conduce alla sala del Tesoro di San Domenico Maggiore. Qui sono esposti paramenti e oggetti sacri insieme ai preziosi abiti ritrovati nelle tombe dei sovrani e dei nobili napoletani.
Questo spazio è normalmente accessibile solo tramite tour guidati organizzati dalla chiesa. È consigliabile verificare gli orari di apertura in anticipo e prepararsi a numeri limitati di visitatori.
Sopra gli stalli di noce corre un ballatoio con 42 arche di re e nobili aragonesi; 38 contengono ancora corpi imbalsamati, studiati negli anni ottanta dalla Divisione di Paleopatologia dell'Università di Pisa. Fino al 1594 erano disposte lungo l'abside della chiesa. La cassa di Alfonso V è vuota: le spoglie furono traslate in Spagna nel 1668 e sopra vi è un ritratto del re del XVII secolo.
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