Cratère Bory, Cratere vulcanico a Saint-Philippe, Riunione, Francia.
Il cratere Bory è un cratere vulcanico sulla cima del Piton de la Fournaise, direttamente a ovest del più ampio cratere Dolomieu. Misura 350 metri da nord a sud e 200 metri da est a ovest, con un fondo piatto a 2.580 metri di altitudine, dominato da un bordo settentrionale che costituisce il punto più alto del vulcano a 2.621 metri. I pendii esterni sono solcati da canali verticali e una piccola fossa si trova sul bordo orientale.
Nell'ottobre 1801 Jean-Baptiste Bory de Saint-Vincent guidò una spedizione dal Grand Brûlé alla cima del vulcano; un giovane di nome Jouvancourt fu il primo a raggiungere e scoprire il cratere. All'epoca era dominato dal Mamelon central, come il vicino cratere Dolomieu, allora in eruzione. La sua ultima attività vulcanica fu una fessura che alimentò una colata in Bory e Dolomieu durante l'eruzione dal 14 giugno 1985 al 5 aprile 1986.
In origine il cratere si chiamava «Cratère Brûlant» (cratere ardente), nome poi passato al vicino cratere Dolomieu. Il nome attuale onora il naturalista e geografo Jean-Baptiste Bory de Saint-Vincent, che guidò la spedizione dell'ottobre 1801 dal Grand Brûlé; il giovane Jouvancourt fu il primo a raggiungerne l'orlo.
Visitare il cratere richiede un'escursione su terreno vulcanico con superfici irregolari e tratti ripidi. Indossate scarpe robuste e portate molta acqua, poiché l'area offre poco ombra.
Il bordo settentrionale è la cima del piton de la Fournaise a 2.621 metri; il vecchio valore di 2.632 metri compare ancora in molti testi. Il fondo piatto si trova a 2.580 metri, 350 metri sopra quello del vicino cratere Dolomieu.
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